A volte ci troviamo a desiderare disperatamente una cosa semplice e allo stesso tempo complessa: il bisogno di essere ascoltati. Non è solo una questione di parole scambiate ma di comprensione, di condivisione di emozioni che spesso sembrano troppo pesanti da portare da soli. La società in cui viviamo ci spinge costantemente a esprimere noi stessi tramite i social, le conversazioni, le nostre scelte di vita ma c’è una differenza enorme tra l’esprimersi e il sentirsi realmente ascoltati, compresi, visti. Troppo spesso ci ritroviamo a parlare con persone che, pur ascoltando, non riescono a connettersi con ciò che sentiamo davvero e così nasce un senso di solitudine profonda. La solitudine non riguarda solo l’essere fisicamente soli. Spesso ci si sente più soli in mezzo a una folla, circondati da conoscenti, colleghi o addirittura amici. È quella distanza emotiva che fa più male, quando hai la sensazione che nessuno possa davvero capire quello che stai attraversando. Questa solitudine emotiva può diventare opprimente, facendoci sentire isolati anche nelle situazioni più familiari. E in quel silenzio interiore emergono altre domande: “Qualcuno si accorge di me? Il mio dolore è visibile? Le mie parole hanno davvero un impatto?”
Il bisogno di approvazione
In parallelo alla solitudine, c’è spesso una ricerca di approvazione. Desideriamo che le nostre scelte, il nostro modo di essere, vengano convalidati dagli altri. Questo bisogno è naturale, fa parte dell’essere umano cercare conforto negli occhi di chi ci sta accanto, nella speranza di ricevere un sorriso, un gesto, una parola che dica: “Sì, vai bene così come sei”.
Ma quanto è autentico quel tipo di approvazione? Quanto è profondo? La verità è che spesso, ci rendiamo conto che l’approvazione degli altri ci riempie solo temporaneamente. È come un bicchiere d’acqua per chi ha sete nel deserto: lenisce per un momento ma non risolve la sensazione di vuoto che ci portiamo dentro.
Il bisogno di connessione
E così continuiamo a camminare, con il cuore carico di domande non espresse, di emozioni non comprese. Il vero desiderio non è tanto quello di essere approvati ma di essere visti, riconosciuti nella nostra autenticità. Vogliamo che qualcuno ci prenda la mano e ci dica: “Ti vedo, ti ascolto davvero. Sei importante, anche se in questo momento non sembra”. Questa ricerca di connessione è uno dei BISOGNI
fondamentali dell’essere umano. Eppure è qualcosa di cui parliamo raramente. Forse per paura di sembrare vulnerabili o forse perché siamo stati abituati a credere che dobbiamo cavarcela da soli, che dobbiamo essere forti. Ma è proprio nel momento in cui ammettiamo la nostra vulnerabilità che troviamo una forza inaspettata.

Prima di essere ascoltati, impariamo ad ascoltarci
Il bisogno di essere ascoltati rimane uno dei legami più autentici che possiamo creare con gli altri e con noi stessi. Durante questo percorso però, c’è un passaggio fondamentale che spesso dimentichiamo: prima di essere ascoltati dagli altri, dobbiamo imparare ad ascoltare noi stessi. Siamo i primi ad ignorare le nostre emozioni, a soffocare le nostre esigenze a non dare valore alle nostre intuizioni.
Inizia da te. Ascolta le tue paure, i tuoi desideri, le tue insicurezze. Non aver paura di dare voce a ciò che provi, anche se a volte sembra troppo ingombrante. Solo così potrai aprirti davvero agli altri, creando connessioni autentiche che vanno oltre la superficie. Il bisogno di essere ascoltati e compresi non è un segno di debolezza è parte della nostra umanità e anche se a volte sembra impossibile trovare qualcuno che possa davvero capirci, dobbiamo ricordare che la connessione vera parte da dentro di noi.
Il processo per uscire dalla solitudine e trovare approvazione, parte dall’accettare noi stessi, dal dare valore alle nostre emozioni e dal non aver paura di chiedere quel supporto che tutti prima o poi, desideriamo.
