Non rispondere subito.
Lascia che la domanda faccia il suo lavoro.
Il 2025 non è stato solo un anno che sta passando..
È stato un anno che ha chiesto, spesso senza dare spiegazioni.
Ha messo davanti scelte non prese, parole rimaste in gola, versioni di noi che non hanno retto il peso di ciò che stava cambiando.
E forse oggi, più che fare un bilancio, serve fermarsi a sentire.
Cosa hai capito davvero?
Non cosa avresti voluto capire.
Ma cosa hai capito anche controvoglia.
Forse hai capito che non tutto si risolve impegnandosi di più?
Che alcune dinamiche non cambiano, per quanto tu ci provi.
Che non sei fatto per resistere all’infinito.
O forse hai capito che sei più forte di quanto pensassi, ma anche più stanco di quanto ammetti?

Le parole che non hai detto
Ci sono frasi che non sono uscite per paura di ferire.
Altre per paura di perdere.
Altre ancora perché non c’era lo spazio giusto, il momento giusto o la forza giusta.
Non tutte le parole non dette sono rimpianti.
Alcune sono state un modo per sopravvivere.
Ma restano lì, come nodi leggeri a ricordarti che qualcosa dentro chiede ancora ascolto.
Le scelte che non hai fatto
Questo è stato anche l’anno delle scelte rimandate.
Non per indecisione ma perché a volte scegliere significa rompere equilibri che, per quanto scomodi, tengono in piedi la quotidianità.
Non scegliere non è sempre fuga.
A volte è attesa.
A volte è rispetto per un tempo interno che non è ancora maturo.
Chi stai diventando?
Non chi vorresti diventare.
Ma chi stai diventando mentre attraversi tutto questo?
Forse meno ingenuo.
Forse più selettivo.
Forse più consapevole di ciò che non vuoi più essere.
Il cambiamento non arriva sempre con entusiasmo.
Spesso arriva con una sottrazione: meno tolleranza, meno rumore, meno finzioni.
Chi sei stato in questo anno?
Se ti guardi indietro con onestà, chi vedi?
Una persona che ha tenuto duro?
Che ha fatto il possibile con le risorse che aveva?
Che ha rinunciato a qualcosa per restare in equilibrio?
Non serve giudicare quella versione di te.
Serve riconoscerla.

A cosa hai rinunciato?
Forse a un’idea di futuro.
Forse a una relazione.
Forse a una versione di te che non stava più in piedi.
Rinunciare non è sempre perdere.
A volte è fare spazio, anche se fa male.
Che lezione ti ha lasciato questo anno?
Non una frase motivazionale.
Una verità semplice, magari scomoda.
Che non puoi salvare tutto.
Che non devi dimostrare sempre qualcosa.
Che sentirti stanco non significa aver fallito.
Forse il 2025 non ti ha reso più felice.
Ma ti ha reso più vero.
Non serve chiudere questo anno con risposte chiare.
Basta chiuderlo con una domanda onesta.
Cosa ti ha insegnato davvero, questo 2025?
Se riesci a stare dentro a questa domanda senza scappare,
forse sei già più avanti di quanto credi.

